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Notiziario FLP n. 49/15 - Riunione sui nuovi comparti di contrattazione: proposta irricevibile dell’Aran sui comparti di contrattazione

aranMa la priorità è rinnovare i contratti,

non limitare la democrazia o la rappresentanza!

 

Nella giornata di ieri, presso la sede Aran, si è svolta la prevista riunione fra la stessa Agenzia e le Confederazioni maggiormente rappresentative del Pubblico Impiego con all’ordine del giorno la problematica legata alla definizione dei comparti di contrattazione secondo le indicazioni previste dal dlgs 150/2009, la c.d. riforma Brunetta.

L’incontro trae le mosse da una precedente riunione nella quale l’Aran, dopo aver ricevuto dal Ministro Madia una scarna e generica direttiva, di fatto invitava le parti a comunicare i propri intendimenti al riguardo, ricevendo di contro una forte e coesa presa di posizione rispetto alla necessità primaria e ineludibile, dopo la sentenza della Corte Costituzionale, di rinnovare i contratti del Pubblico Impiego partendo dal 2015 (proprio come da sentenza) e traguardando un triennio contrattuale 2016/2018 caratterizzato da un deciso incremento contrattuale.

I giorni che sono seguiti da quella riunione ci parlano di una legge di stabilità che assegna al rinnovo contrattuale di più di tre milioni di pubblici dipendenti appena 230 milioni di euro o giù di li, al netto del possibile stanziamento per il comparto sicurezza e quindi una cifra irrisoria, offensiva, assolutamente inadeguata a riconoscere un dignitoso rinnovo contrattuale.

Il tutto mentre latitano sugli arretrati e sulle decorrenze che comunque derivano dalla pubblicazione della sentenza della Corte.

Infatti il Dipartimento della Funzione Pubblica, rispondendo alla diffida che la FLP ha notificato al Governo a fine settembre 2015 per l’apertura immediata delle trattative (documento che alleghiamo in copia), afferma che non verrà stanziata alcuna somma per il periodo pregresso al 1 gennaio 2016 in quanto le somme per finanziare la stagione contrattuale vengono previste dalla legge di Stabilità.

Come se nel frattempo tra il deposito della sentenza della Consulta e la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale (luglio 2015) non fosse stata approvata la legge di assestamento 2015.

L’ennesima provocazione che va rispedita al mittente.

E allora la riunione di ieri è scorsa intorno a questo grande nodo irrisolto, ovviamente senza risposte da parte dell’Aran che, invece, ha iniziato a ragionare di comparti, compartoni etc..

 In buona sostanza al di là della definizione di tre o quattro comparti, quella che è emersa è la volontà di parte governativa di ridurre non solo la contrattazione ma anche la specificità dei contratti e la possibilità per gli stessi di regolare in modo intelligente non solo il rapporto di lavoro ma anche la partecipazione e il contributo dei lavoratori ai processi di riforma delle PA.

Un progetto che per i prossimi mesi prevederebbe contratti nazionali di primo livello senza risorse, generici e di fatto appiattiti al ribasso, limitazione della contrattazione integrativa con sempre minori risorse a disposizione e con ripetute incursioni legislative tese unicamente alla limitazione dei diritti dei lavoratori.

L’intervento della delegazione CSE/FLP, nel denunciare la volontà governativa di voler eludere quanto statuito dalla Corte Costituzionale, ha rilanciato annunciando pubblicamente che porterà il governo di fronte alla Corte di giustizia europea a rispondere del mancato rinnovo contrattuale e chiedendo di riconoscere un risarcimento per gli anni di blocco pregresso.

Riteniamo  che ci sia bisogno di un’azione unitaria di tutto il mondo sindacale presso la Corte  di giustizia europea, così come per quanto riguarda le iniziative tese a sostenere un rinnovo contrattuale degno di questo nome e che non offendano la dignità dei lavoratori.

Nel nostro intervento abbiamo  richiamato con forza la necessità che mai come in questo momento si debbano unire le forze concentrando le iniziative di livello nazionale e sui territori, per dare risposte forti e coese a quella che non può non essere definita una delle più ostili controparti che le rappresentanze del mondo del lavoro pubblico hanno fronteggiato in questi anni di confronto politico sindacale.

Valutazioni, le nostre, per la maggior parte condivise dal tavolo sindacale.

Adesso però occorre passare dalle parole ai fatti e quindi occorre perseguire un percorso di forte unità dei lavoratori, e in ragione di questo, come FLP abbiamo inviato una nota a tutti i Segretari Generali delle OO.SS. maggiormente rappresentative nel Pubblico Impiego.

Per questo riteniamo indispensabili e ci batteremo per iniziative unitarie di lotta, una grande manifestazione che veda tutti i lavoratori pubblici pretendere a gran voce il rinnovo del contratto, una unica, grande giornata di lotta e di sciopero generale come elemento di forte pressione e di impegno da parte di tutto il mondo del lavoro pubblico e di quella parte della politica che ancora difende e si impegna per i diritti chi lavora.

                                     

                                                                                                       LA SEGRETERIA GENERALE FLP 

 

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