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Notiziario FLP n. 31/14 - Ma anziché copiare le iniziative della flp non sarebbe meglio organizzare iniziative unitarie per sbloccare i contratti
Venerdì 26 Settembre 2014 13:26

copiare

 

Comprendiamo che in alcuni momenti vi siano sindacati che devono giustificare la propria esistenza e, non avendo idee, copiano quelle che già sono sul terreno. Ma in un momento come questo, nel quale c’è tanto da fare a tutela dei lavoratori, ha senso copiare ciò che già sta facendo la FLP anziché concentrarsi su un obiettivo ben più importante come lo sblocco dei contratti ?

 Ci riferiamo a due recenti iniziative, palesemente copiate dalla FLP, che stanno circolando in questi giorni e delle quali non crediamo i lavoratori sentissero il bisogno.

 La prima è relativa a ricorsi per fare dichiarare incostituzionale il blocco dei contratti. La FLP ha raccolto le adesioni tra i lavoratori quasi tre anni fa con l’iniziativa “Un euro per fare giustizia”, ha prodotto il ricorso circa due anni fa, l’Ordinanza del Tribunale di Roma (giudice Ileana Fedele) che riconosce la fondatezza del ricorso e rinvia le carte alla Corte Costituzionale è stata depositata il 27 novembre 2013 e attendiamo da un momento all’altro la fissazione dell’udienza innanzi alla suprema Corte. Ormai l’iter è bello che avviato. Ma allora che senso ha continuare a leggere di sindacati che stanno dando mandato ai legali di proporre un ricorso per far dichiarare l’incostituzionalità del blocco dei contratti oggi? Ma davvero si può continuare a pensare che i lavoratori hanno l’anello al naso?

 La seconda invece ha dell’incredibile e riguarda la trattenuta del 2,5% a titolo di buonuscita per gli assunti dopo il 2000. Proprio in questi giorni abbiamo letto un comunicato, inviato a tappeto a tutti i dipendenti della pubblica amministrazione, nel quale la UIL annuncia di voler organizzare ricorsi per il recupero delle somme indebitamente riscosse. In questo caso dovremmo chiedere i diritti di copyright in quanto non solo hanno copiato la nostra iniziativa, partita oltre un anno fa e che sta già dando i suoi frutti, ma addirittura propone lo stesso iter che la FLP ha intrapreso ovvero la richiesta di emissione ai tribunali di decreti ingiuntivi nei confronti delle amministrazioni. Le differenze sostanziali sono però due: 1) la prima è che la FLP non ha chiesto ai lavoratori di rischiare soldi né di iscriversi al sindacato ma si è accollata le spese di ricorsi pilota per ottenere una giurisprudenza che sia un minimo consolidata prima di proporre ricorsi per i quali si potrebbe anche essere condannati al pagamento delle spese legali in caso di soccombenza. Abbiamo già ottenuto numerosi decreti ingiuntivi nei confronti dei quali le amministrazioni hanno fatto opposizione e attendiamo di avere un certo numero di sentenze prima di far partire ricorsi seriali; il sindacato confederale che ha avviato l’azione invece chiede iscritti poiché la rilevazione al 31 dicembre 2014 delle iscrizioni al sindacato incombe e chi ha perso consensi a rotta di collo per la propria politica fallimentare tenta di recuperarli surrettiziamente; 2) la seconda differenza è ancora più scandalosa: la UIL ha firmato a suo tempo l’accordo interconfederale all’ARAN che ha dato il via alla trattenuta indebita a carico dei lavoratori assunti dopo il 2000 “al fine di evitare disparità di trattamento”, cioè per non creare traumi a coloro che avrebbero preso circa 50 euro al mese in più. Insomma, hanno creato il problema e ora si presentano come soluzione. Sarebbe come se, cari lavoratori, vi avessero tenuto fermi mentre qualcuno vi prendeva a schiaffi per strada e poi vi proponessero di patrocinare una causa per danni contro chi vi ha schiaffeggiato, facendo finta che loro non c’entrano nulla.

 La buona fede di queste iniziative sarete voi stessi a giudicarla. La domanda che ci poniamo noi è invece la seguente: anziché copiare male ciò che ha già fatto la FLP, non sarebbe meglio unire le forze e mobilitare insieme i lavoratori per sbloccare i contratti? Le forze di polizia si sono mosse unitariamente e hanno ottenuto (o stanno per ottenere) ciò che era loro dovuto. Quindi, se proprio si vuole guadagnare un minimo di consenso tra i lavoratori, perso grazie alle politiche scellerate degli ultimi anni, non sarà il caso di organizzare una seria mobilitazione dei lavoratori pubblici anziché proporre una scialba e inutile raccolta di firme o come ufficializzato in queste ore la solita scampagnata general generica del sabato pomeriggio a Roma?

Noi siamo disponibili, idee ne abbiamo tante (e infatti ce le copiano). Questo notiziario vale anche come invito pubblico a muoversi in modo incisivo e unitario a tutela dei lavoratori pubblici.

 

 

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