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Notiziario CSE N.3

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Per la CSE, purtroppo, si rischia di perdere una importante occasione riformatrice

Si è tenuta nella serata di ieri in Funzione Pubblica una riunione con la Ministra Marianna Madia per fare il punto della situazione sui Decreti delegati di modifica dei Decreti legislativi 165 e 150, alla luce dell’avvenuta espressione dei pareri delle competenti Commissioni di Camera e Senato, del Consiglio di Stato e dell’Intesa con la Conferenza unificata Stato-regioni.

Nei nostri notiziari precedenti abbiamo dato conto delle puntuali posizioni assunte dalla nostra Confederazione, esplicitate nel corso della riunione di presentazione degli schemi di Decreti e successivamente nelle Audizioni a cui abbiamo partecipato presso le Commissioni parlamentari Affari Costituzionali, Lavoro pubblico e privato e per la semplificazione amministrativa.

Valutazioni, le nostre, che sono state oggetto di attenta riflessione e che sono state recepite in buona parte all’interno dei pareri espressi dai soggetti interessati all’iter di approvazione dei Decreti.

Ecco perché nel corso della riunione di ieri, che era il momento di confronto conclusivo prima della definitiva approvazione dei Decreti in Consiglio dei Ministri, abbiamo ribadito le nostre richieste: rafforzare la potestà contrattuale sulle materie relative al rapporto di lavoro, ancora oggi in troppi casi limitate dalla riserva di legge; superamento dei limiti posti ai Fondi per il personale con tetti predeterminati, che affossano la contrattazione integrativa; eliminazione dei vincoli normativi sulla destinazione delle somme della contrattazione integrativa e piena disponibilità delle stesse all’autonomia negoziale; eliminazione dell’attuale previsione normativa della prevalenza di destinazione alla valutazione individuale; no all’adozione dell’atto unilaterale del datore di lavoro in caso di mancato raggiungimento degli accordi; ripristino dei termini perentori per l’avvio e la conclusione dei procedimenti disciplinari al fine di garantire l’effettività del diritto alla difesa; superamento del divieto di procedure interne tra le aree professionali per ridare sviluppo ai processi di riconoscimento delle professionalità e garantire percorsi di carriera per il personale interno; interventi più decisi e mirati per il superamento del precariato.

 Queste richieste sono per la CSE fondamentali per una vera riforma che sia in grado di superare le rigidità ed i vincoli posti dall’attuale normativa, per permettere il dispiegarsi di un vero processo riformatore partecipato e democratico.

Nella replica agli interventi la Ministra non ha sciolto i nodi posti, lasciando intendere che gran parte delle posizioni espresse non potranno essere accolte perché il  Governo sarebbe vincolato all’Intesa raggiunta in Conferenza Stato–Regioni. Cosa che renderebbe non solo inutile il confronto con le OO.SS. confederali, ma ininfluenti anche i pareri delle Commissioni parlamentari e dello stesso Consiglio di Stato che, come è noto, sono giunti dopo l’intesa in Conferenza Unificata.

  In una fase in cui il Governo continua colpevolmente a non stanziare le somme necessarie per il rinnovo dei contratti di lavoro, bloccati ormai da otto anni, il mantenimento di una posizione minimalista e riduttiva sulle materie relative al rapporto di lavoro, come la Ministra Madia pare voglia caratterizzare tale riscrittura,  costituisce un ulteriore, inaccettabile, vulnus e rende ancora più in salita la strada per l’apertura del negoziato sui rinnovi contrattuali.

E ci domandiamo quindi quali novità e cosa possa scrivere la Funzione Pubblica nel preannunciato Atto di indirizzo per il rinnovo dei contratti che la Ministra ha vincolato all’approvazione dei due Decreti delegati in esame.

Auspichiamo quindi che tale orientamento venga superato e che le osservazioni poste possano trovare giusto accoglimento nella stesura finale dei provvedimenti.

 

 La Segreteria Generale CSE

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